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I QUATTROCENTO ANNI DEL CONSORZIO
Castiglione Olona 12 aprile 2007, Festeggiato il quadricentenario al castello di Monteruzzo

 
I 400 Anni del Consorzio del Fiume Olona
 
Lo scorso 12 aprile presso il Centro Congressi del Castello di Monteruzzo in quel di Castiglione Olona abbiamo festeggiato i 400 anni di vita del Consorzio del Fiume Olona.
Alla manifestazione hanno partecipato numerosi sindaci, un numero importante di assessori e di consiglieri comunali e tante e tante persone provenienti dalla Provincia di Milano e da quella di Varese: il colpo d’occhio della sala grande del Monteruzzo sembrava testimoniare la presenza di tanti spicchi di territorio che, per noi del Consorzio del Fiume Olona, altro non è che il nostro territorio.
Quelli del consorzio sono stati effettivamente 400 anni di vita al servizio esclusivo dell’uomo delle nostre parti e del suo territorio e ciò con la principale  finalità di regolare, ai fini essenzialmente irrigui, la distribuzione dell’acqua ad un numero importante di nostri utenti.
Oggi di tutto ciò rimangono circa 500 ettari di terreno irrigato attraverso 40 bocche dai nomi storici e con una portata di circa 600 litri al secondo.
Uomo, territorio ed acqua sono stati, anche per questa occasione, gli elementi principali che hanno indotto, prima di tutto, il Rotary Club “Lago Maggiore” e, in seconda battuta, la Fondazione Comunitaria del Varesotto, a patrocinare l’evento e ciò sulla base dalle loro rispettive vocazioni.
Infatti se il Rotary anche a livello internazionale ha fatto della risorsa blu qualcosa di cui parlare e per cui lavorare in questi anni, la Fondazione Comunitaria del Varesotto vede nel territorio e nel suo rispetto qualcosa che, a partire dalla tradizione, riesce a valorizzare e a premiare nel giusto modo il lavoro dell’uomo.
Nel momento in cui desideriamo illustrare cosa sia, effettivamente e non solo per noi, il Consorzio del Fiume Olona ci conviene partire dalla sua storia inserendo la sua nascita, il suo sviluppo e, perché no, le sue numerose difficoltà nel contesto temporale della Milano di allora.
Per comprendere meglio il periodo storico nel quale il nostro consorzio vive i suoi inizi è sufficiente pensare alla Milano descritta da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi.
E’ la Milano che vede nel cardinale Federico Borromeo il suo autorevole e pio arcivescovo, è la Milano impaurita dalla devastazione della peste, è la Milano che accoglie l’inaugurazione della Biblioteca Ambrosiana come qualcosa che la legherà per sempre alla storia della chiesa.
Sul fronte più ampio e sul piano scientifico è quella l’epoca in cui il genio audace di Galileo Galilei tocca la sua massima notorietà e in cui il suo lavoro al cannocchiale cerca di fornire, riuscendoci bene, il supporto empirico alle nuove e rivoluzionarie teorie copernicane.    
Ma il Consorzio del Fiume Olona non è solo storia e la sua dimensione attuale è legata a progetti importanti che, ancora a livello sperimentale, sono a loro volta legati all’esistenza del fiume.
La possibilità di tali interventi è pienamente legittima e nasce, in buona sostanza, dall’applicazione dell’atto di transazione sottoscritto il 28 febbraio 1923 tra quello che allora si soleva chiamare “Consorzio degli Utenti del Fiume Olona” e il Regno d’Italia e ciò a chiusura di un lungo contenzioso iniziato nel momento in cui lo Stato aveva iscritto il Fiume Olona nell’elenco delle Acque Pubbliche. 
In questo contesto ci piace ricordare – a fianco delle convenzioni stipulate, in epoca recente, con la quasi totalità dei comuni rivieraschi in tema di manutenzione delle sponde e di vigilanza sulle piene – l’intervento di ingegneria naturalistica finalizzato alla costruzione di un nuovo tipo di argine naturale, nonché lo studio riguardante il riutilizzo ai fini irrigui dell’acqua opportunamente trattata e in uscita dai depuratori locali.
Non possiamo dimenticare a tal proposito la presenza costante del nostro Consorzio sui progetti di forestazione ancora allo studio lungo l’asta del fiume e l’impegno quotidiano, fatto di presenze attente e professionalmente qualificate, a sostegno delle necessità che un fiume così particolare genera in chi ne condivide l’esistenza.    
Qual è l’anima che aiuta il Consorzio del Fiume Olona a vivere ancora ai giorni nostri?
Non è un segreto per nessuno: si chiama passione, quella passione che presente nella dimensione individuale di ogni utente si trova a suo agio con il gusto di mantenere in vita, con il proprio impegno e la giusta determinazione, una creatura che il tempo trascorso ha reso sempre più simile a qualcosa di cui, qui da noi, è difficile fare a meno. 
 
Fulvio Miscione
 
 
 



 



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